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martedì 28 febbraio 2023

HARISH RAGHAVAN " IN TENSE "

In Tense è l'ultimo disco del compositore e bassista newyorkese Harish Raghavan, dopo il suo debutto nel 2019 Calls For Action. Questa nuova uscita completamente originale è stata registrata alla fine del 2020 nel bel mezzo della pandemia di COVID-19. I sei brani dell'album sono stati scritti appositamente per l'eccezionale band formata dal batterista Eric Harland, dal chitarrista Charles Altura, da Joel Ross al vibrafono e alla marimba e da Morgan Guerin ai legni. Elling, Taylor Eigsti, Vijay Iyer, Charles Lloyd, Walter Smith III, Logan Richardson e Eric Harland; ed è ampiamente lodato per il suo lavoro di leader. L'ispirazione per questo nuovo album è venuta dalla risposta agli eventi monumentali di quell'anno, in particolare all'esperienza globale condivisa della pandemia. la sezione centrale, che funge da bella apertura per l'album coeso. L'energia cambia marcia con 'Circus Music', che è stato scritto per essere indicativo di quanto il mondo possa essere duro e in risposta diretta a tempi turbolenti ed essere costretti a imparare come adattarsi. La musica dipinge l'immagine di camminare sulla corda tesa in un circo alla ricerca di un atterraggio sicuro. La traccia del titolo, "In Tense", si muove lentamente ma con uno scopo. "Volevo che sembrasse che stesse accadendo qualcosa di enorme, ma allo stesso tempo non accadeva nulla", spiega Harish. Con bassi pesanti dappertutto, la traccia è radicata in una squisita tensione che ricorda la confusa sensazione di isolamento di essere al sicuro a casa ma con grande intensità. HARIS RAGHAVAN

martedì 31 agosto 2021

ISAIAH COLLIER & THE CHOSEN FEW "COSMIC TRANSITIONS"

Questa performance si svolge al Van Gelder Studio il giorno del compleanno di John Coltrane, nella stessa stanza in cui lui e tanti altri artisti compassionevoli si sono spinti oltre ciò che era noto e hanno creato una nuova ondata nel suono. Sono stati compiuti così tanti passi per raggiungere questo momento di sconfinato raggiungimento. La musica è il linguaggio universale. La forza unificatrice che piega la realtà attorno ai suoi soggetti, poiché funge da strumento di unità. Al di là di dove si trova la società, è la musica e l'amore che salvano la giornata. Ogni musicista in questa registrazione prende possesso di questa composizione e infila il proprio percorso verso lo scopo di quest'opera d'arte. Questo scopo è come la maggior parte delle forme d'arte lasciate a un pubblico per l'interpretazione per esaminare il loro posto nella vita e, si spera, sentire una connessione con qualcosa di più del qui e ora. La Transizione Cosmica inizia nell'invocazione con la risonanza della frequenza nella stessa stanza dove tanti si erano fermati con speranze e intenzioni che la loro arte e il loro scopo servissero a una maggiore comprensione.Questa performance del quartetto vede ogni musicista spingere ed esplorare i suoni dei propri strumenti individuali per espandersi come un'onda, un viaggio. Imploro chiunque abbia il coraggio di intraprendere questo viaggio, che ascolti questa esperienza nella sua interezza.Ogni dimensione della stanza sia sul piano fisico che spirituale ha reso possibile questo momento. Senti quei pochi secondi in cui John è entrato nella stanza? Oltre ogni spazio e tempo, oltre la comune comprensione della vita e della morte, oltre un tipo di musica o folla, Cosmic Transitions è una porta per tutti.  ISAIAH COLLIER THE CHOSEN FEW

sabato 23 agosto 2014

TUMI MOGOROSI "PROJECT ELO"

When Tumi Mogorosi composed this suite for jazz musicians and opera vocalists he had never heard the previous successful attempts by Donald Byrd, Max Roach or Mary Lou Williams to combine these seemingly 'unfriendly'aesthetics. Tumi, born in 1987 and already an accomplished drummer on the Jo'Burg scene, was at the time studying music at the Tshwane University of Pretoria where he became close friends with opera singers working on the same campus. So unlike some of his US peers Tumi's beliefs are not 'religious'. Surprisingly, Tumi's suite wasn't influenced by these great elders' masterpieces, but anyone who listens to this album will agree that the suite encaptures the soaring spirituality that made these experiments of the '60s the beloved classics that they are today. Tumi does not belong to any religious group. This album is neither a jazz mass like Mary Lou William's Black Christ of the Andes, nor a compilation of devotional pieces like Donald Byrd's Christo Redentor. Project Elo stands for Project Elohim, the angelic entities of the spiritual scriptures which are in the drummer's philosophy, a symbol for accomplished human beings. The spirituality the album conveys is attuned to a 21st century syncretic, non dogmatic vision infused with esotericism. Recorded live with no overdubs in two days by a group of friends, this album captures a moment of Eternity and will defy any idea you may have of what South African jazz is. Tumi's music transcends labels and styles. When composing or playing he is only concerned with being true to the primodial source of life, which cannot be confined to any genre.TUMI MOGOROSI