A tre anni dal debutto con "She Was Coloured In", tornano i Solar Bears. Duo di stampo irlandese formato dai fondatori della band, John Kowalski e Rian Trench, pubblicando di fatto il nuovissimo album, "Supermigration", per la Planet Mu Records. L’album vede la partecipazione di Sarah P. dei Keep Shelly, In Athens e dell’ex-collaboratrice dei noti Air, Beth Hirsch. Scavano nei beni culturali e musicali provenienti da decenni passati, e li usano in particolare, come componenti freschi, senza poi mai cadere. Ma c'è qualcosa, come per i valori di produzione superiori e i giri romantici di melodia, che rendono questa loro musica, molta adatta per il grande schermo (vedi il cortometraggio, del regista Michael Robinson, nel film "The Creator"). Supermigration, è un disco che comprende ben tredici nuovi brani, più scuro e più psichedelica rispetto all'ultimo LP, ma anche più conciso, dal post rock all'hip-hop e lounge, e alla musica d'ambiente ed elettrica. Si tratta di una vera eccitante idea, dove hanno sposato i suoni in un modo quasi perfetto. Degli artisti estremamente sensibili, hanno la propria lingua, ragione e colore, un incredibilmente presente, che sembra aprirsi davanti ai loro occhi, al di là del processo dell'album, e stà diventando sempre più simile a una pura immaginazione e sogno.
mercoledì 17 aprile 2013
martedì 16 aprile 2013
KLEIN BLUE "SONO NOTE IMMAGINATE"
Ascoltiamo il giovane quartetto veronese Klein Blue, chè ritornò con un nuovissimo album l'anno scorso, per la Vaggimal Records. "Sono note immaginate", canzoni fresche e orecchiabili, fù pubblicato a quasi tre anni di distanza dall’album d'esordio, che s'intitolava "Fertilizzafrasi". E' un bel disco cristallino di nove tracce come diamanti o altre preziosità che, come ogni storia insegna, sono costudite dalle montagne, la cui certosina lavorazione è durata per circa due anni. La band è cosi composta da quattro elementi, che sono in effetti particolarmente impegnati nell’ambiente musicale e si sente! Inoltre hanno due donne nella formazione (Carlotta Favretto e Federica) e uomini dai nomi inconsueti (Tobia Poltronieri e Arrigo). Il disco è composto da nove canzoni di delicato pop d’autore intriso di elementi diversi ed eterogenei, intarsiate con arrangiamenti delicati e curati in parte dal giovanissimo direttore d’orchestra di fama internazionale Andrea Battistoni. E' un bel miscuglio di anni sessanta, folk californiano e pure beat, deliziosamente interpretato in italiano.
lunedì 15 aprile 2013
SUFF DADDY AND TAKU "BRICKS & MORTAR"
Abbiamo una grande novità per tutti i patiti di Beat. Nome sulla cresta dell’onda, con un talento puro in quanto sono i migliori beatmaker in circolazione, Daddy e Ta-ku hanno avviato una collaborazione per un gruppo EP, e registrato un album l'estate scorsa a Sydney e Perth, Australia. Trasferiti in seguito dalla città di Berlino a Sydney hanno poi rapidamente agganciato a Perth il produttore Ta-ku, meglio conosciuto per il suo "50 Days For Dilla", per il progetto "Bricks & Mortar", che unisce due beatpals con melodie piuttosto diverse ma con una missione comune: la ricerca del battito perfetto. Ed è stato istituito in virtù del concetto di due entità distinte che unisce per creare qualcosa di nuovo e unico, attraverso due marche differenti.
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domenica 14 aprile 2013
ALEXANDER HARMER "ELLIPTICAL"
Alexander Harmer è un bravo musicista multi-strumentista, produttore e ingegnere del suono di base a Christchurch, Nuova Zelanda. Ha suonato musica da quando aveva sei anni, avendo cominciato a prendere lezioni di violino, sin da quando ne aveva 11. Durante questo periodo di tempo, ha anche appreso gli studi del pianoforte, e ha continuato, con il fai da tè, a suonare con entusiasmo. All'età di 12 anni ha cosi imparato da solo la chitarra, e di conseguenza a 13 anni si è dato alla riproduzione. Adesso Harmer ha appena finito il suo album di esordio "Elliptical", pieno di lussureggianti e concise songs. Fortemente influenzato dalla musica dei Beatles, Queen, e degli anni 70 , l'album tocca una vasta gamma di suoni. Il rilascio avverrà il 14 maggio prossimo.
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1939 ESEMBLE "HOWL & BITE"
I 1939 Ensemble, sono un duo poli strumentale provenienti da Portland, dall' Oregon, che si è costruito una gran reputazione per l'uso di un insieme di suoni apparentemente casuali, per creare un preciso e complesso prodotto finale. Il duo è composto da Jose Medeles e David Coniglio. Fanno uso sia tamburi che di vibrafono e tanto rumore. L'ultimo album "Howl And Bite" d'impeto jazz, si muove tra inquietante dissonanze, rumori e battiti tale da produrre una forte enfasi, per un espressione unica. Il fluido totale degli Esemble, duo incredibilmente talentuoso di percussionisti, non fà altro, con destrezza, e con i suoi suoni, che trascinarvi delicatamente, in un unificazione di calma e rumore, lasciando gli ascoltatori totalmente indifesi. Musica sperimentale, che è emozionante, a volte esplosiva, e squisitamente eseguita. Una concentrazione che è al tempo stesso coinvolgente e divertente. 1939 ESEMBLE
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sabato 13 aprile 2013
TOMMY LUDGATE "WALL OF WORDS"
Tommy è un esperta autrice, songwriter, vocalista e cantante, in grado di eseguire musica popolare, ma ha anche familiarità con Pop, Rhythm and Blues, Rock, Jazz, Reggae, Country, Blues, funk e soul. Nel 2008 Tommy ha registrato e ha pubblicato il suo album di debutto "Wall of Words", per la sua etichetta Noodlehead Musica. Oltre a scrivere, registrare ed eseguire musica blues e soul, Tommy è coinvolto in vari progetti. Ha lavorato con aziende, e nel Regno Unito, in particolare con la Nokia. Essa è anche la fondatrice e Direttore del Noodlehead Music Agency, che offre musica dal vivo per eventi. Ha dato spettacoli a Londra in luoghi prestigiosi come il Barbican, Jazz Café, Shepherds Bush Empire, Il Bedford e il Cobden Club. Backing vocals di Noel Gallagher e Paul Weller all'Astoria di Londra.Tommy ha continuato a lavorare sodo con la sua band (Hamish Balfour su tasti, James Stelling alla chitarra, Tiernan la Godel al basso, Ed Hopwood alla batteria) pronti a registrare un nuovo album. E' in possesso di una voce ricca e profonda, fresca ed espressiva, in grado di offrire ballate da spezzare il cuore, ma ugualmente può elevarsi anche con il funky blues. Essa coniuga la sua influenza con il prodotto finale in un modo incredibile, per un tono rustico e leggero. Assorbe sè stessa ispirandosi a Eva Cassidy e Sam Brown, Stevie Wonder e John Mayer, in classici canti dall'incredibile voce, ed è questo ciò che piace.
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PHIL LEE "THE FALL & FURTHER DECLINE OF THE MIGHTY KING OF LOVE"
Phil Lee, una vera e propria istituzione a Nashville. The Mighty King of Love è tornato, a suonare come Dylan, quasi un marchio di qualità. Egli è stato un batterista, un tassista, un camionista, un roadie e, negli ultimi sette anni, un discreto lanciatore coltelli. Arguto, compassionevole, profano, misantropa, egli può essere tutte queste cose e altre ancora, mai essere banale o insignificante. Blues, folk, country e radici dell’Americana, The Fall and Further Decline of the Mighty King of Love, parte da una ricetta condita con un pizzico di malinconia e chitarre. L'impressione generale di questo mucchio di canzoni che Phil Lee e i suoi amici interpretano, è come sè hanno appena avuto una esplosione, le parole sono spesso divertenti e inconcludenti. La suprema musicalità che Phil Lee e i suoi amici ci mettono in questo album, dimostra che sono di una strada avanti, rispetto a quello che si può sentire altrove. Dopo l'ascolto di questo album, direi che ogni canzone è uno spettacolo. Phil mette insieme una band, incluso il leggendario Richard Bennett, che mettono insieme brani folk accanto a un grande blues. Durante l'ascolto, ci si accorge che le singole tracce non possono avere un senso una accanto all'altra, ma alla fine ci si rende conto che non c'era altro modo per realizzare questo Album. Sviluppa un blues fuori del paranoico, poche persone possono scrivere della miseria con un senso di gioia. PHIL LEE


giovedì 11 aprile 2013
SARAH BRIGHTMAN "DREAMCHASER"
Quattro anni dopo il suo notevole "Sinfonia" e il piacevole prodotto "A Winter Symphony", l'Angelo della musica, a 52 anni, ritorna con il suo nuovo undicesimo album, realizzato interamente in studio, intitolato "Dreamchaser". Sarah Brightman lascia il pop per un determinato periodo di tempo e si concentra cosi, sul suo lato classico, che prevede, di accompagnare la sua strana missione spaziale, ed è forse la migliore Opera Crossover mai realizzato. Nel corso dei vari anni, ha molto civettato con musica da discoteca, prodotti fantastici per ambiente neo-musica classica, la musica rock, e anche le canzoni remixate in pista da ballo. Ma ho pensato che potrebbe aver perso il suo percorso. Sì, è un buon album di cover, ma il materiale è perfettamente scelto. Apertura con la splendida "Angel", registrato originariamente da Jerry Burns e co-scritta con Sally Herbert (violinista con "anni '90 della band Banderas), questo il tono dell'album, che rende perfettamente. Con la sua ansia e emozione, Sarah si eleva con la sua voce meravigliosamente in pieno supporto classico, mentre i battiti ambientali sembrano avvolgerci. Sarah Brightman canta il male, la canzone si basa in tutto il suo ambiente, sinfonica, la musica riesce ad aggiungere drammaticità e bellezza senza distruggere i testi. Bella "Ave Maria", scritto da Sally Herbert, e l'album del produttore Mike Hedges. Semplici momenti, che contribuiscono a dare all'album la sua luce e la sua ombra, non c'è dubbio che la fine di questo fantastico album sarà la colonna sonora per il suo imminente viaggio spaziale, la combinazione perfetta di musica pop e ambientale. SARAH BRIGHTMAN
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martedì 9 aprile 2013
MELISSA JAMES "DAY DAWNS"
Mi và di segnalare un album datato, che mi è capitato di trovare, di solo due anni fà, che ho ritenuto molto bello per i sui suoni jazz, e per la voce vellutata dell'interprete Melissa James. Era l'album di debutto "Day Dawns", un emozionante esperienza. Nato per il suo amore della fusione di blues, folk, jazz e soul. Melissa prima di iniziare a cantare sul serio frequentava l'università, sempre tra conferenze e seminari, ascoltando però, attentamente, le registrazioni di Bessie Smith e Nina Simone e meditare sui testi della cantautrice Joni Mitchell. Prendeva appunti mentalmente, per mettere in pratica ciò che apprendeva. Incoraggiato dal suo vocal coach, si mise in contatto con il suo collaboratore Ross Lorena, e dopo tre anni l'album è pronto. Rilasciato per la sua propria etichetta, SlickerSounds, abbraccia le influenze e gli insegnamenti tratte dalle proprie esperienze di Melissa. Storie emotive, che si sentono all'ascolto della musica, per una eccellente cantante dal classico vecchio stampo. Molto suggestiva è un pò speciale, per un promettente debutto è un eccezionale album. MELISSA JAMES
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