domenica 21 luglio 2013

CAITLIN ROSE "THE STAND IN"

Nata a Dallas e poi cresciuta a Nashville, questo è il secondo album di Caitlin "The Stand In", ma le sue influenze avute dagli anni trascorsi a Nashville sono abbastanza chiari. Nomi di influenze, che si riferiscono a Hank Williams e i Rolling Stones,  ovviamente. Anche sè lei ha dalla sua, la sana scrittura della canzone melodica. Caitlin dà l'impressione di essere molto ampia di stili, o forse semplicemente non si fissa ad un solo genere. Sul palco, la cantante e songwriter di  Nashville, Caitlin Rose è calda, fuori ansiosa. Ha dimostrato la capacità a 25 anni di scrivere canzoni, che ha il suono vintage della sua Nashville, dei favolosi anni cinquanta, aggiungendovi del pop, indie-rock ed un morso lirico, che le ha portata all'essere descritta come la Lily Allen della musica country. Album registrato e in gran parte scritto in collaborazione con i membri della sua band dal vivo, e con due brani composti da Gary Louris dei Jayhawks. Come detto, tradisce ogni sorta di influenze: anni settanta, indie, folk, anni sessanta, girl-pop, southern, soul o ragtime jazz?  CAITLIN ROSE


THE JOE PITTS BAND "PAYIN' THE PRICE"

Joe Pitts entra nel contesto dei grandi del blues, con "Ten Shades Of Blue", ed i risultati si hanno con il live di "Payin' The Price",  dove fà un grande ed ottimo lavoro. Scavando in profondità, notiamo che ogni nota sia cantata che suonata, stà a dimostrare un totale impegno per produrre musica evocativa, che sia eccitante e spiritualmente nutriente. Dave Rubin Pitts mantiene questo pacchetto di dieci canzoni come qualsiasi grande artista potrebbe fare, lascia il suo distinto marchio su ciascuno di essi. Assoli di chitarra solidi, gustosi e corposi, tutto pepe per il disco, che ancora una volta sottolineano per Pitts, le più ampie conoscenze sul suo strumento. Pitts utilizza la sua chitarra quasi come un'estensione della sua grande anima, accoppiandola con la spirituale voce esaltata. Ten Shades Of Blue è infatti un avvincente esperienza di ascolto. JOE PITTS BAND

BLOU DAVILLE "RED VELVET MOTEL"

I Blou Daville, sono un entità con un'anima blues, che mescolano con la musica gitana, il calore della musica soul e le caratteristiche più nere della musica lounge. L’idea nasce tra le pareti di velluto e le melodie rauche in un piccolo club torinese, con una gran voglia di lasciarsi trasportare in un viaggio tra le Colonne Sonore di film Pulp. E' uscito il loro primo lavoro in studio: “Red Velvet Motel”, disco in vinile (in edizione molto limitata), con delle belle copertine più che uniche, in serigrafia artigianale. I Blou Daville sono composti da : Valerio Dee il cantante della band, Lou-C altro cantante d'esperienza, Lou Morel un chitarrista rumoroso, Andrea Skinner alla batteria e Marko Barbieri al contrabbasso. BLOU DAVILLE

sabato 20 luglio 2013

JP BLUES "MAKE ROOM AT THE TABLE"

JP ha iniziato a suonare la chitarra all'età di 8 anni, a 10 scopri che era la sua vera vocazione. Aveva un 'qualcosa di speciale',  riconosciuto poi dal leggendario bluesman Sam 'Bluzman' Taylor. Sam preso JP sotto la sua ala, e lò iniziò  alla scuola di blues. JP ha iniziato cosi a suonare in tutto il paese americano, sia con Sam Bluzman Taylor che con Phil Grande e Caroline Aiken. Ha fatto da supporto dall'età di 16 anni, a grandi artisti del calibro di Derek Trucks, che anche di Johnny Winter, per poi seguire Robin Trower, Joe Bonamassa, Cactus e tanti altri. Ho avuto recentemente, la mia grande opportunità di ascoltare il secondo CD della band, dal titolo di "I Will Not Go Quietly", che dà il suono e la cover art di JP Blues, come un tipo duro, virile. Il suono è un rock-blues, ma c'è un sacco di blues qui, troppo, tra cui una grande copertura di Eric Clapton, "Old Love", con cori di Caroline Aiken della Georgia. In tutto, dimostra la sua padronanza della chitarra, fornendo brucianti esecuzioni. Basta ascoltare, l'album precedente "Make Room At The Table", per rendersene conto. JP BLUES


JAMALA "ALL OR NOTHING"

Jamala (il vero nome di Susana Jamaladinova), una Ucraina della Crimea. Cantante di jazz, ma non solo (una soprano lirica spinta), esegue le sue proprie composizioni musicali incrociando jazz, soul, musica world e rhythm blues, con gli elementi classici e gospel. Il punto di svolta della sua carriera, è stato con la sua performance in 'New Wave' del 2009, partecipando al Concorso internazionale di giovani cantanti pop a Jūrmala. La cantante è stato premiata con il primo premio, impressionando la giuria, con il suo eccezionale talento vocale e il modo di cantare una cosi moltitudine varietà di generi. Jamala è stata grande appassionata di musica fin dall'infanzia precoce. Fece la sua prima vera registrazione da gran professionista all'età di 9 anni. Cantò 12 canzoni per bambini e canzoni popolari dei tatari di Crimea. Laureata in pianoforte alla scuola di musica nella sua nativa Alushta, entrò alla Simferopol Music College prendendo il diploma dell'Accademia nazionale di musica di Tchaikovsky. Specializzandosi in canto lirico, Jamala prevedeva di dedicarsi alla musica classica, immaginando la sua carriera come solista per l'Opera, presso la famosa Scala di Milano. Tuttavia la sua vera passione era per il jazz e gli esperimenti con anima e musica orientale, cosi cambiò i suoi piani principali della futura carriera. Jamala fece i suoi primi passi sul grande palcoscenico all'età di quindici anni. Da li in avanti prese parte a decine di concorsi di canto in Ucraina, Russia e in Europa, dove ha ricevuto alcuni prestigiosi riconoscimenti, come il Concorso Europeo Associazione Amici della musica internazionale in Italia. Dal 2001 è stata vocalista in un quintetto vocale "Beauty Band". Dopo il trionfo a Jūrmala, Jamala saltò immediatamente nella categoria dei migliori artisti, eseguendo grandi concerti a Mosca e a Berlino, dove rivelò al pubblico l'intera gamma di potenzialità vocali, e la diversità del materiale musicale. Partecipò in tutte le principali TV dell'Ucraina, ricevendo numerosi premi. L'One Night Only (tributo a Michael Jackson degli artisti top ucraini), vincendo poi all'Elle Style Award, come cantante dell'anno. Trova anche il tempo da dedicare alla musica classica. Nell'estate del 2009 si è esibi nell'opera 'The Spanish Hour' di Maurice Ravel, come nel febbraio 2010 ha preso parte nella produzione operistica di Vasiliy Barchatov sul motivo Bondiana, per il quale è stata notata da Jude Law, il famoso attore britannico. Adesso ha pubblicato un nuovo bellissimo album, "All Or Nothing" tutto da ascoltare, per cosi conoscere Jamala. JAMALA

venerdì 19 luglio 2013

ROY GAINES "TUXEDO BLUES"

Roy Gaines (nato il 12 agosto 1934)  è un Blues Man, americano del Texas, chitarrista di blues elettrico, cantante nonchè songwriter. Gaines nacque a Waskom, e si trasferì con la famiglia a Houston all'età di sei anni. Originariamente un devoto del pianoforte, Gaines si appassionò a suonare la chitarra , già nella sua adolescenza, dove cosi conobbe un chitarrista in erba Johnny Copeland. All'età di 14 anni sali sul palco con il suo eroe T Bone Walker, per poi suonare in locali notturni a Houston, prima di trasferirsi a Los Angeles, California. Nel 1955, Gaines appare sulle registrazioni di Bobby Bland, Junior Parker e Big Mama Thornton. Ha poi sostenuto Roy Milton e Chuck Willis, e poi nuovamente lavorato con Walker. Ha pubblicato due album Low-Key nel 1956 e un paio di più negli anni sessanta, con piccole etichette. Nel 1966, Gaines divenne parte della band di supporto di Ray Charles. Altri lavori di sostegno per Gaines includevano sessioni con The Everly Brothers, The Supremes, Bobby Darin, Stevie Wonder e Gladys Knight. Pubblicò il suo album da solista, Gainelining nel 1982. Aveva anche, una piccola parte nel film del 1985, il colore viola. Ascoltiamo uno dei migliori album di Gainer, Tuxedo Blues del 2009. ROY GAINES

AZANIA "RISING"

Cantante sorprendente e originale songwriter, nativa della Sierra Leone in Africa, Azania iniziò la sua dolce carriera musicale, sin da giovane, affascinando il pubblico ai suoi primi concerti. Con oltre seicento concerti realizzati, incluso il preziosissimo passaggo effettuato al Festival di Montreux, ha sorpreso anche più di 4 milioni di telespettatori, vincendo 3 volte il suo show  'Graines de Star' su M6. Artista poliedrica, Azania ci ha preparata quest'anno un nuovo album, "Rising", a ritmi sia di soul che di funk, per il nostro più grande piacere, dell'udito in particolare. Lei ha lasciato Ginevra per unirsi alla leggendaria città di New York, per incantare un pubblico nuovo, con la speranza e la gioia di nuovi stimoli e avventure, sempre forte e inebriante. Azania sapeva già da giovane età, che la canzone sarebbe stata la sua vocazione, e ci dice che l'avventura inizia con un video clip di Whitney Houston. La sua voce è così melodica ed emozionante, che non può che ispirarci dolci sensazioni. Ispirata dalla musica africana, anche se non ha avuto l'opportunità di vivere nel suo paese. Canzoni tradizionali belle, che le piacerebbe cantare un giorno, una canzone nella sua lingua. Azania è un nome datogli da sua madre, che si sentiva molto preoccupata dai problemi dell'apartheid in Sud Africa. C'era al tempo un partito politico che ha proposto di rinominare il paese Azania, significato di 'Libertà'. Questo è un tema importante, che si riferisce alla libertà di espressione, di emancipazione dalle pressioni sociali e scelte di vita in generale. Ti rendi conto molto presto che questo concetto è presente in tutti i settori importanti della vita, e che ci sono opportunità per vivere appieno la libertà, che infine è ancora rara.  AZANIA

giovedì 18 luglio 2013

BLUES BOY WILLIE "CAN'T DENY THE BLUES"

Juke Joint, il rè è tornato, con il  nuovo album "Can’t Deny The Blues". Come un vino d'annata, ha ottenuto il meglio con l'età. Egli ha una certa classe, e non si trova in giro, quasi nessuno come Willie Boy Blues. Basta citare il nome di Willie Boy Blues, che tutti lo possono cosi riconoscere come un vero bluesman. Willie Boy blues nacque, per poi cantare il suo primo blues, nella comunità piccola di Memphis, TX. La sua primissima rappresentazione fù suonando la batteria per la band di suo fratello e cantando 'Lucille' di Little Richard, alla tenera età di cinque, mentre ad otto anni fù poi morso dal bug del blues. Willie Boy blues ha viaggiato molto, per vari Festival, Club e casinò. Egli è un artista esperto, che sa bene come coinvolgere il pubblico, è una gradita aggiunta per qualsiasi band o orchestra. Willie Boy Blues è stato nominato nel 2011, migliore artista maschile dell'anno, del blues, dalla Bay Area Blues Society. BLUES BOY WILLIE

KAT & CO. "I KAT THE BLUES"

"I Kat The Blues" è l'album di debutto brillante dei Kat & Co. Sono costituiti dalla cantante Kathleen Pearson, una ex Columbia, che ha condiviso il palco con un gran numero di musicisti tra cui Lulu, Jason Robello, Deitra Farr e Lil Jimmy Reed, che appare anche nell'album. Tra gli altri, Francesco Accurso, chitarrista e produttore, e Federico Parodi, che suona cosi il pianoforte. Federico sta attualmente lavorando sul primo video animato della band. Accanto a un numero di altri grandi ospiti internazionali e collaboratori, del settore fotografia e cinema, che hanno cosi collaborato per creare un nuovo sound, una nuovissima immagine e una nuova visione. Con testi contemporanei, una certa esperienza e una profonda conoscenza del genere. L'album contiene tutti gli ingredienti che ci si aspetta da un album di Rock-Blues. Kat consegna ogni canzone con il proprio stile unico, sullo sfondo di chitarre elettriche, di armonica e organi. Musica soulful e accattivante, voci fumose, pesanti suoni Hammond e assoli di chitarra, che creano un'energia contagiosa. La cantante americana Kathleen Pearson, ridefinisce i confini e le definizioni di Blues aggiungendo un giro moderno, ma conservando gli elementi storici di un genere di musica che ha fatto un passo storico nella tradizione. Con il suo stile cool degli anni sessanta, questo album si troverebbe perfettamente in un qualsiasi film di Tarantino, e poi è l'album Top 10 di Blues del 2013. KAT & CO.