giovedì 25 luglio 2013

MARIE DAHLSTROM " THE RENDITIONS"

La cantante soul scandinava, Marie Dahlstrom ha da poco pubblicato il suo ultimo album, "The Renditions", per una produzione tutta Danese. Cresciuta a Londra, riesce a dare la sua versione originale e migliore di alcune grandi canzoni di artisti, come Little Dragon, Rihanna, Phil Collins nonchè John Mayer. Le sue interpretazioni sono cosi grandi, con l'aggiunta delle atmosfere sia jazz che soul. La voce di Dahlstrom è stupefacente è molto particolare, e il modo in cui è stato registrato è eccezionale, gli arrangiamenti sono belli e giocano con tanta passione. Vi riesce a trasportare, con dolci echi, con la voce ossessionante di Marie, sopra i suoni incantevoli di sassofoni e pianoforti, per un soul jazz-ottimizzato. MARIE DAHLSTROM

mercoledì 24 luglio 2013

SUNNA GUNNLAUGS " DISTILLED"

Un disco impressionante nel suo genere, "Distilled", del pianista  Islandandese Gunnlaug Sunna e il suo Trio jazz, dove riescono nel combinare l'eleganza dell'approccio del jazz europeo, con le influenze americane. Infatti, egli è un jazzista influenzato da pianisti come Bill Evans e Keith Jarrett, così come i musicisti scandinavi, Bobo Stenson e Jon Balke. Un disco, in cui sia le note atmosfere cool che la qualità meditativa, si disegnano proprio sulle melodie del folk islandese. Quindi s'intende che Gunnlaug, ha beneficiato enormemente del suo tempo negli anni novanta, studiando, osservando ed esibendosi in NYC, facendo diversi album dal 1997, che invariabilmente hanno cosi avuto la partecipazione di Drew Gress, Tony Malaby, Loren Stillman ed Eivind Opsvik. Questo è il prodotto di un artista maturo, essendo l'ottavo rilascio dei Gunnlaug, ma solo il 3°album del trio. Gunnlaug è magistrale, mette un sacco di aria contemplativa in queste canzoni, piacevoli armonie e ritmi fluidi. Molto intraprendente, nelle sue oscillazioni di luce, dove l'armonia sottostante è inconfondibile, e il suo stato di animo astratto, rimane intatto nel suo lirismo rilassato. SUNNA GUNNLAUGS

martedì 23 luglio 2013

ALTHEA RENE "IN THE FLOW"

Althea Renè è una vera diva del Nu Jazz, RB e del soul, con delle labbra, polmoni e dita d'oro. Ogni singolo frequentatore dei suoi concerti sarà scosso, da tutte le canzoni eseguite da questa artista. Così, si sappia in lungo e in largo, che se non avete visitato il Regno del flautista jazz, Althea Renè, è davvero la regina e riempe un vuoto nel genere. Gli appassionati di musica celebrano le abilità musicale di questa bella Cenerentola, di questa ancor di più elegante signora, che ha un talento estremo, con personale bellezza e lo stile, che trasuda il suo fascino carismatico, nelle performance live, che è una delizia. Imposta una scena sensuale per ogni canzone. Sulle melodie lei soffia morbidamente, il suo flauto magico. Questa artista ineguagliabile, nata il 25 dicembre a Detroit, Michigan, iniziò la sua carriera musicale alla tenera età, di quattro come flautista classico. Ha studiato musica classica, mentre frequentava la Howard University di Washington D.C. e più tardi ottenne ulteriore ispirazione musicale, dalle realizzazioni di suo padre Dezie McCullers. Da allora ha sviluppato il proprio stile creativo. René Althea ha lavorato come funzionario di polizia per più di 11 anni, oggi è un artista a tempo pieno. Eccola ad ascoltarla nel suo ultimo album "In The Fow". ALTHEA RENE'

lunedì 22 luglio 2013

EMILY BARKER & THE RED CLAY HALO "DEAR RIVER"

Emily Barker nata nel 1983, è una chitarrista, nonchè cantautrice di Bridgetown, Australia occidentale. Con il trio multistrumentale dei The Red Clay Halo, ha registrato quattro album: Photos.Fires.Fables. (2006), Despite The Snow (2008), Almanac (2011) e Dear River (2013). Emily si recò nel Regno Unito nel 2002, di base a Cambridge, dove strinse una collaborazione con il chitarrista Rob Jackson. Essi formarono una band, che fù chiamata The Low Country, pubblicando due album, Welcome To The Low Country (2003) e The Dark Road (2004). Nell'ottobre 2005 Emily ha cosi vinto, nel suo paese, sia la canzone Country dell'anno, che il prestigiosissimo e ambito Australian Music Awards, per la sezione dei Songwriting. Con l'uscita del suo primo album Photos.Fires.Fables. si ebbe la nascita dei The Red Clay Halo, un trio tutto al femminile, con Anna Jenkins, Jo Silverston e Gill Sandell, che collettivamente forniscono cori in armonia, e che suonano rispettivamente, al violino, violoncello, fisarmonica, pianoforte e flauto. Quest'ultimo album "Dear River" è un vero capolavoro, acclamatissimo dalla critica e dal pubblico. Grandi melodie, sciolto, nebbioso, con un tocco acustico, una combinazione di musicalità qualificata. Una produzione di classe, lussureggiante, aiutata da alcuni tratti di fisarmonica e violino dalla sua band. È tutto molto gradevole, include chiare influenze provenienti da altri idiomi musicali: pop, rock e, forse più di tutti, Americana. Con un Emily croccante, con la sua distinta voce, che prende il centro della scena, ma senza sminuire i contributi musicali della band. Senza inutili svolazzi, ed esagerati assoli, e ci si sente come ogni nota suonata ha uno scopo.  EMILY BARKER

domenica 21 luglio 2013

CAITLIN ROSE "THE STAND IN"

Nata a Dallas e poi cresciuta a Nashville, questo è il secondo album di Caitlin "The Stand In", ma le sue influenze avute dagli anni trascorsi a Nashville sono abbastanza chiari. Nomi di influenze, che si riferiscono a Hank Williams e i Rolling Stones,  ovviamente. Anche sè lei ha dalla sua, la sana scrittura della canzone melodica. Caitlin dà l'impressione di essere molto ampia di stili, o forse semplicemente non si fissa ad un solo genere. Sul palco, la cantante e songwriter di  Nashville, Caitlin Rose è calda, fuori ansiosa. Ha dimostrato la capacità a 25 anni di scrivere canzoni, che ha il suono vintage della sua Nashville, dei favolosi anni cinquanta, aggiungendovi del pop, indie-rock ed un morso lirico, che le ha portata all'essere descritta come la Lily Allen della musica country. Album registrato e in gran parte scritto in collaborazione con i membri della sua band dal vivo, e con due brani composti da Gary Louris dei Jayhawks. Come detto, tradisce ogni sorta di influenze: anni settanta, indie, folk, anni sessanta, girl-pop, southern, soul o ragtime jazz?  CAITLIN ROSE


THE JOE PITTS BAND "PAYIN' THE PRICE"

Joe Pitts entra nel contesto dei grandi del blues, con "Ten Shades Of Blue", ed i risultati si hanno con il live di "Payin' The Price",  dove fà un grande ed ottimo lavoro. Scavando in profondità, notiamo che ogni nota sia cantata che suonata, stà a dimostrare un totale impegno per produrre musica evocativa, che sia eccitante e spiritualmente nutriente. Dave Rubin Pitts mantiene questo pacchetto di dieci canzoni come qualsiasi grande artista potrebbe fare, lascia il suo distinto marchio su ciascuno di essi. Assoli di chitarra solidi, gustosi e corposi, tutto pepe per il disco, che ancora una volta sottolineano per Pitts, le più ampie conoscenze sul suo strumento. Pitts utilizza la sua chitarra quasi come un'estensione della sua grande anima, accoppiandola con la spirituale voce esaltata. Ten Shades Of Blue è infatti un avvincente esperienza di ascolto. JOE PITTS BAND

BLOU DAVILLE "RED VELVET MOTEL"

I Blou Daville, sono un entità con un'anima blues, che mescolano con la musica gitana, il calore della musica soul e le caratteristiche più nere della musica lounge. L’idea nasce tra le pareti di velluto e le melodie rauche in un piccolo club torinese, con una gran voglia di lasciarsi trasportare in un viaggio tra le Colonne Sonore di film Pulp. E' uscito il loro primo lavoro in studio: “Red Velvet Motel”, disco in vinile (in edizione molto limitata), con delle belle copertine più che uniche, in serigrafia artigianale. I Blou Daville sono composti da : Valerio Dee il cantante della band, Lou-C altro cantante d'esperienza, Lou Morel un chitarrista rumoroso, Andrea Skinner alla batteria e Marko Barbieri al contrabbasso. BLOU DAVILLE

sabato 20 luglio 2013

JP BLUES "MAKE ROOM AT THE TABLE"

JP ha iniziato a suonare la chitarra all'età di 8 anni, a 10 scopri che era la sua vera vocazione. Aveva un 'qualcosa di speciale',  riconosciuto poi dal leggendario bluesman Sam 'Bluzman' Taylor. Sam preso JP sotto la sua ala, e lò iniziò  alla scuola di blues. JP ha iniziato cosi a suonare in tutto il paese americano, sia con Sam Bluzman Taylor che con Phil Grande e Caroline Aiken. Ha fatto da supporto dall'età di 16 anni, a grandi artisti del calibro di Derek Trucks, che anche di Johnny Winter, per poi seguire Robin Trower, Joe Bonamassa, Cactus e tanti altri. Ho avuto recentemente, la mia grande opportunità di ascoltare il secondo CD della band, dal titolo di "I Will Not Go Quietly", che dà il suono e la cover art di JP Blues, come un tipo duro, virile. Il suono è un rock-blues, ma c'è un sacco di blues qui, troppo, tra cui una grande copertura di Eric Clapton, "Old Love", con cori di Caroline Aiken della Georgia. In tutto, dimostra la sua padronanza della chitarra, fornendo brucianti esecuzioni. Basta ascoltare, l'album precedente "Make Room At The Table", per rendersene conto. JP BLUES


JAMALA "ALL OR NOTHING"

Jamala (il vero nome di Susana Jamaladinova), una Ucraina della Crimea. Cantante di jazz, ma non solo (una soprano lirica spinta), esegue le sue proprie composizioni musicali incrociando jazz, soul, musica world e rhythm blues, con gli elementi classici e gospel. Il punto di svolta della sua carriera, è stato con la sua performance in 'New Wave' del 2009, partecipando al Concorso internazionale di giovani cantanti pop a Jūrmala. La cantante è stato premiata con il primo premio, impressionando la giuria, con il suo eccezionale talento vocale e il modo di cantare una cosi moltitudine varietà di generi. Jamala è stata grande appassionata di musica fin dall'infanzia precoce. Fece la sua prima vera registrazione da gran professionista all'età di 9 anni. Cantò 12 canzoni per bambini e canzoni popolari dei tatari di Crimea. Laureata in pianoforte alla scuola di musica nella sua nativa Alushta, entrò alla Simferopol Music College prendendo il diploma dell'Accademia nazionale di musica di Tchaikovsky. Specializzandosi in canto lirico, Jamala prevedeva di dedicarsi alla musica classica, immaginando la sua carriera come solista per l'Opera, presso la famosa Scala di Milano. Tuttavia la sua vera passione era per il jazz e gli esperimenti con anima e musica orientale, cosi cambiò i suoi piani principali della futura carriera. Jamala fece i suoi primi passi sul grande palcoscenico all'età di quindici anni. Da li in avanti prese parte a decine di concorsi di canto in Ucraina, Russia e in Europa, dove ha ricevuto alcuni prestigiosi riconoscimenti, come il Concorso Europeo Associazione Amici della musica internazionale in Italia. Dal 2001 è stata vocalista in un quintetto vocale "Beauty Band". Dopo il trionfo a Jūrmala, Jamala saltò immediatamente nella categoria dei migliori artisti, eseguendo grandi concerti a Mosca e a Berlino, dove rivelò al pubblico l'intera gamma di potenzialità vocali, e la diversità del materiale musicale. Partecipò in tutte le principali TV dell'Ucraina, ricevendo numerosi premi. L'One Night Only (tributo a Michael Jackson degli artisti top ucraini), vincendo poi all'Elle Style Award, come cantante dell'anno. Trova anche il tempo da dedicare alla musica classica. Nell'estate del 2009 si è esibi nell'opera 'The Spanish Hour' di Maurice Ravel, come nel febbraio 2010 ha preso parte nella produzione operistica di Vasiliy Barchatov sul motivo Bondiana, per il quale è stata notata da Jude Law, il famoso attore britannico. Adesso ha pubblicato un nuovo bellissimo album, "All Or Nothing" tutto da ascoltare, per cosi conoscere Jamala. JAMALA