Nell'imminente occasione del loro quarantacinquesimo anniversario, i Roomful of Blues, la band di Rhode Island, rilascia il nuovo CD dal vivo "45 Live". Per la registrazione, la band ha organizzato una festa di tre giorni nel marzo del 2013, presso uno dei loro luoghi preferiti, The Ocean Mist, in Matunuck, Rhode Island. L'album risultante, è il 45 Live, il coronamento di successi dei Roomful of Blues, per la potenza vocale e strumentale della band. I Roomful of Blues celebravano il jump blues, RB e musica rock ' n' roll dell'epoca d'oro, della fine degli anni quaranta e cinquanta. Ispirati dallo spirito delle bande rivoluzionarie del decennio della post-seconda guerra mondiale, essi hanno ridato nuova vita alle canzoni d'epoca. Per gli ultimi due decenni, sono stati guidati da Chris Vachon, uno dei chitarristi più sottovalutati nel blues. Scatenati nella sezione fiati, con Rich Lataille al tenore e al sax alto, e il terrificante nuovo vocalist, Phil Pemberton, si possono considerare, una delle band di swing blues più esuberante e chiassose, sin dal 1967. In 45 anni hanno miscellato swing, rock and roll, jump blues, Boogie-Woogie e soul, guadagnando cinque nomination ai Grammy Award e molti altri riconoscimenti, tra cui sette Blues Music Awards (con una vittoria come Blues Band Of The Year nel 2005), ed infine il Down Beat International Critics Poll, li ha selezionati due volte come migliore Blues Band. ROOMFUL OF BLUESlunedì 29 luglio 2013
ROOMFUL OF BLUES "45 LIVE"
Nell'imminente occasione del loro quarantacinquesimo anniversario, i Roomful of Blues, la band di Rhode Island, rilascia il nuovo CD dal vivo "45 Live". Per la registrazione, la band ha organizzato una festa di tre giorni nel marzo del 2013, presso uno dei loro luoghi preferiti, The Ocean Mist, in Matunuck, Rhode Island. L'album risultante, è il 45 Live, il coronamento di successi dei Roomful of Blues, per la potenza vocale e strumentale della band. I Roomful of Blues celebravano il jump blues, RB e musica rock ' n' roll dell'epoca d'oro, della fine degli anni quaranta e cinquanta. Ispirati dallo spirito delle bande rivoluzionarie del decennio della post-seconda guerra mondiale, essi hanno ridato nuova vita alle canzoni d'epoca. Per gli ultimi due decenni, sono stati guidati da Chris Vachon, uno dei chitarristi più sottovalutati nel blues. Scatenati nella sezione fiati, con Rich Lataille al tenore e al sax alto, e il terrificante nuovo vocalist, Phil Pemberton, si possono considerare, una delle band di swing blues più esuberante e chiassose, sin dal 1967. In 45 anni hanno miscellato swing, rock and roll, jump blues, Boogie-Woogie e soul, guadagnando cinque nomination ai Grammy Award e molti altri riconoscimenti, tra cui sette Blues Music Awards (con una vittoria come Blues Band Of The Year nel 2005), ed infine il Down Beat International Critics Poll, li ha selezionati due volte come migliore Blues Band. ROOMFUL OF BLUES
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domenica 28 luglio 2013
SHOSHANA BUSH & FRIENDS "LIVE AT CATALINA JAZZ CLUB"
Shoshana Bush, cresciuta a Los Angeles, cantante di jazz e blues con la sua sensibilità verso la West coast. Vive a New York al fine di esplorare il rapporto del jazz in città. Influenzata dalla grande vocalist Nina Simone, Blossom Dearie e Ahmad Jamal, Shoshana sceglie canzoni basati sul suo istinto come un narratrice e il suo amore multi-genere della musica. Dopo la laurea alla Columbia University, con una laurea in studi jazz, ha lavorata con George Lewis, Barry Harris e Christine Correa. Negli anni scorsi ha dato concerti in molte sale, tra cui spicca quello al Catalina Jazz Club, una performance jazz live, lo scorso 3 gennaio 2013, che adesso possiamo cosi ascoltare sul disco in uscita. Molto sensibile, è in grado di trasmettere il testo delle canzoni su ballate, molto colloquiale in tono e ritmo, rende le canzoni un'esperienza di narrazione, come scene di Cabaret. L'uscita dell'album è una nuova pietra miliare, per una giovane cantante in ascesa nel mondo Jazz e Blues. Shoshana Bush è un artista in via di sviluppo, con un brillante futuro come cantante jazz. SHOSHANA BUSH
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venerdì 26 luglio 2013
ALELA DIANE "ABOUT FAREWELL"
Quarto album di Alela Diane "About Farewell", molto intimo è difficile da classificare. Jazz folk o country? La risposta non importa, tanto quanto il fatto che questa è veramente una dolce e meravigliosa creazione, e lascia senza fiato per di più. Diane lavora musicalmente con delle melodie semplici e con una voce inalterata, così come liricamente. Ballate eloquentemente abbattute, forse ispirate dal suo divorzio di vita reale. Ancora una volta, come il suoi precedente tre album, i forti legami familiari rimangono una costante messa a fuoco, nella sua scrittura se non anche nelle collaborazioni musicali dell'artista. Una melodia lamentosa e devastante è tutto ciò che è necessario, per smuovere il vostro cuore. C'è poco più di un inanellamento di chitarra e la voce emotiva di Alela in tutto, ma il suo sottile dolore anelito rimane con voi, per molto tempo ancora, dopo l'ascolto. La fine di una relazione emotivamente molto carica, ha alimentato un numero qualsiasi di grandi canzoni, ma raramente è stato affrontato così eloquentemente o come ammaliante, come le canzoni che compongono questo disco, circa un addio. L'album è essenzialmente un libro di memorie, Diane ha usato la musica per i processi del divorzio. Questo processo dov'è inclusa la successiva dissoluzione della sua band "Alela Diane & Wild Divine", dove il suo ex Tom Bevitori nè era un membro. Agile e graziosa come una cantante jazz, per dei forti ricordi agrodolci, in uno struggimento di canzoni, di una strabiliante poesia. ALELA DIANE
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giovedì 25 luglio 2013
MARIE DAHLSTROM " THE RENDITIONS"
La cantante soul scandinava, Marie Dahlstrom ha da poco pubblicato il suo ultimo album, "The Renditions", per una produzione tutta Danese. Cresciuta a Londra, riesce a dare la sua versione originale e migliore di alcune grandi canzoni di artisti, come Little Dragon, Rihanna, Phil Collins nonchè John Mayer. Le sue interpretazioni sono cosi grandi, con l'aggiunta delle atmosfere sia jazz che soul. La voce di Dahlstrom è stupefacente è molto particolare, e il modo in cui è stato registrato è eccezionale, gli arrangiamenti sono belli e giocano con tanta passione. Vi riesce a trasportare, con dolci echi, con la voce ossessionante di Marie, sopra i suoni incantevoli di sassofoni e pianoforti, per un soul jazz-ottimizzato. MARIE DAHLSTROM
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mercoledì 24 luglio 2013
SUNNA GUNNLAUGS " DISTILLED"
Un disco impressionante nel suo genere, "Distilled", del pianista Islandandese Gunnlaug Sunna e il suo Trio jazz, dove riescono nel combinare l'eleganza dell'approccio del jazz europeo, con le influenze americane. Infatti, egli è un jazzista influenzato da pianisti come Bill Evans e Keith Jarrett, così come i musicisti scandinavi, Bobo Stenson e Jon Balke. Un disco, in cui sia le note atmosfere cool che la qualità meditativa, si disegnano proprio sulle melodie del folk islandese. Quindi s'intende che Gunnlaug, ha beneficiato enormemente del suo tempo negli anni novanta, studiando, osservando ed esibendosi in NYC, facendo diversi album dal 1997, che invariabilmente hanno cosi avuto la partecipazione di Drew Gress, Tony Malaby, Loren Stillman ed Eivind Opsvik. Questo è il prodotto di un artista maturo, essendo l'ottavo rilascio dei Gunnlaug, ma solo il 3°album del trio. Gunnlaug è magistrale, mette un sacco di aria contemplativa in queste canzoni, piacevoli armonie e ritmi fluidi. Molto intraprendente, nelle sue oscillazioni di luce, dove l'armonia sottostante è inconfondibile, e il suo stato di animo astratto, rimane intatto nel suo lirismo rilassato. SUNNA GUNNLAUGS
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martedì 23 luglio 2013
ALTHEA RENE "IN THE FLOW"
Althea Renè è una vera diva del Nu Jazz, RB e del soul, con delle labbra, polmoni e dita d'oro. Ogni singolo frequentatore dei suoi concerti sarà scosso, da tutte le canzoni eseguite da questa artista. Così, si sappia in lungo e in largo, che se non avete visitato il Regno del flautista jazz, Althea Renè, è davvero la regina e riempe un vuoto nel genere. Gli appassionati di musica celebrano le abilità musicale di questa bella Cenerentola, di questa ancor di più elegante signora, che ha un talento estremo, con personale bellezza e lo stile, che trasuda il suo fascino carismatico, nelle performance live, che è una delizia. Imposta una scena sensuale per ogni canzone. Sulle melodie lei soffia morbidamente, il suo flauto magico. Questa artista ineguagliabile, nata il 25 dicembre a Detroit, Michigan, iniziò la sua carriera musicale alla tenera età, di quattro come flautista classico. Ha studiato musica classica, mentre frequentava la Howard University di Washington D.C. e più tardi ottenne ulteriore ispirazione musicale, dalle realizzazioni di suo padre Dezie McCullers. Da allora ha sviluppato il proprio stile creativo. René Althea ha lavorato come funzionario di polizia per più di 11 anni, oggi è un artista a tempo pieno. Eccola ad ascoltarla nel suo ultimo album "In The Fow". ALTHEA RENE'
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lunedì 22 luglio 2013
EMILY BARKER & THE RED CLAY HALO "DEAR RIVER"
Emily Barker nata nel 1983, è una chitarrista, nonchè cantautrice di Bridgetown, Australia occidentale. Con il trio multistrumentale dei The Red Clay Halo, ha registrato quattro album: Photos.Fires.Fables. (2006), Despite The Snow (2008), Almanac (2011) e Dear River (2013). Emily si recò nel Regno Unito nel 2002, di base a Cambridge, dove strinse una collaborazione con il chitarrista Rob Jackson. Essi formarono una band, che fù chiamata The Low Country, pubblicando due album, Welcome To The Low Country (2003) e The Dark Road (2004). Nell'ottobre 2005 Emily ha cosi vinto, nel suo paese, sia la canzone Country dell'anno, che il prestigiosissimo e ambito Australian Music Awards, per la sezione dei Songwriting. Con l'uscita del suo primo album Photos.Fires.Fables. si ebbe la nascita dei The Red Clay Halo, un trio tutto al femminile, con Anna Jenkins, Jo Silverston e Gill Sandell, che collettivamente forniscono cori in armonia, e che suonano rispettivamente, al violino, violoncello, fisarmonica, pianoforte e flauto. Quest'ultimo album "Dear River" è un vero capolavoro, acclamatissimo dalla critica e dal pubblico. Grandi melodie, sciolto, nebbioso, con un tocco acustico, una combinazione di musicalità qualificata. Una produzione di classe, lussureggiante, aiutata da alcuni tratti di fisarmonica e violino dalla sua band. È tutto molto gradevole, include chiare influenze provenienti da altri idiomi musicali: pop, rock e, forse più di tutti, Americana. Con un Emily croccante, con la sua distinta voce, che prende il centro della scena, ma senza sminuire i contributi musicali della band. Senza inutili svolazzi, ed esagerati assoli, e ci si sente come ogni nota suonata ha uno scopo. EMILY BARKER
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domenica 21 luglio 2013
CAITLIN ROSE "THE STAND IN"
Nata a Dallas e poi cresciuta a Nashville, questo è il secondo album di Caitlin "The Stand In", ma le sue influenze avute dagli anni trascorsi a Nashville sono abbastanza chiari. Nomi di influenze, che si riferiscono a Hank Williams e i Rolling Stones, ovviamente. Anche sè lei ha dalla sua, la sana scrittura della canzone melodica. Caitlin dà l'impressione di essere molto ampia di stili, o forse semplicemente non si fissa ad un solo genere. Sul palco, la cantante e songwriter di Nashville, Caitlin Rose è calda, fuori ansiosa. Ha dimostrato la capacità a 25 anni di scrivere canzoni, che ha il suono vintage della sua Nashville, dei favolosi anni cinquanta, aggiungendovi del pop, indie-rock ed un morso lirico, che le ha portata all'essere descritta come la Lily Allen della musica country. Album registrato e in gran parte scritto in collaborazione con i membri della sua band dal vivo, e con due brani composti da Gary Louris dei Jayhawks. Come detto, tradisce ogni sorta di influenze: anni settanta, indie, folk, anni sessanta, girl-pop, southern, soul o ragtime jazz? CAITLIN ROSE
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THE JOE PITTS BAND "PAYIN' THE PRICE"
Joe Pitts entra nel contesto dei grandi del blues, con "Ten Shades Of Blue", ed i risultati si hanno con il live di "Payin' The Price", dove fà un grande ed ottimo lavoro. Scavando in profondità, notiamo che ogni nota sia cantata che suonata, stà a dimostrare un totale impegno per produrre musica evocativa, che sia eccitante e spiritualmente nutriente. Dave Rubin Pitts mantiene questo pacchetto di dieci canzoni come qualsiasi grande artista potrebbe fare, lascia il suo distinto marchio su ciascuno di essi. Assoli di chitarra solidi, gustosi e corposi, tutto pepe per il disco, che ancora una volta sottolineano per Pitts, le più ampie conoscenze sul suo strumento. Pitts utilizza la sua chitarra quasi come un'estensione della sua grande anima, accoppiandola con la spirituale voce esaltata. Ten Shades Of Blue è infatti un avvincente esperienza di ascolto. JOE PITTS BAND
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